l’italia fascista nella guerra di spagna
Guido Ramellini (*) | articolo su elpunt.cat
Bisogna lavorare alla creazione di una memoria europea.
Tra il 16 e il 18 marzo 1938, decine d’aerei decollarono da Maiorca per bombardare Barcellona.
Tutti sanno che era uno stormo italiano, anche se non portavano nessuna insegna militare perché Mussolini aveva sottoscritto il patto di non-intervento.
Quei bombardamenti furono un crimine contro la legalità internazionale. Di fatto, furono così feroci che lo stesso Franco chiese che venissero sospesi, per timore che Francia e Gran Bretagna non potessero continuare a fingere di non vedere questa violazione flagrante del patto di non-ingerenza.
Fu un crimine contro l’umanità.
Tali crimini continuano impuniti e gli individui che li progettarono ed eseguirono non vennero mai processati e, al contrario, alcuni vennero insigniti di medaglie, e sono stati loro dedicati strade e poste targhe commemorative o continuano a percepire una pensione per i servizi prestati nella Guerra Civil spagnola.
Non ricevono lo stesso riconoscimento le loro vittime e le loro famiglie. Ad alcune viene negato persino il diritto elementare di sapere dove e come morirono e furono sepolti i loro cari.
Le associazioni AltraItalia e Horitzó Europa credono che sia arrivato il momento di riparare queste ingiustizie e stanno attivando due iniziative che vanno in questa direzione.
Da un lato, in stretta collaborazione col Memorial Democràtic di Catalogna, si sta organizzando un convegno che analizzerà il ruolo che gli italiani giocarono nella Guerra di Spagna e durante il Franchismo.
Allo stesso tempo si vuole alzare il velo calato a nascondere il modo in cui agirono le potenze democratiche e il Vaticano nel conflitto. È un modo per accettare un nuovo punto di vista scomodo: la centralità della Guerra di Spagna nel progetto di dominazione fascista e gli elementi di guerra civile che sono esistiti nella lotta di liberazione dell’Italia. É un modo di leggere le storie nazionali in un contesto europeo e di aiutare a creare una memoria storica europea.
D’altro lato, in stretta collaborazione con l’Ordine degli Avvocati, vogliamo arrivare a presentare al Tribunale Europeo una denuncia contro lo Stato italiano per crimini di guerra e contro l’umanità.
É il modo di rompere il silenzio e la complicità che gli stati hanno deciso d’imporre, amnistiando i colpevoli e dimenticando le vittime, confondendo le ragioni degli uni e degli altri: la miseria di quelli che come molto possono rifugiarsi nell’aver dovuto obbedire, con la determinazione e l’ intelligenza di quelli che seppero scegliere dove stava l’etica e la legalità. É un modo per creare un diritto internazionale europeo.
Queste iniziative, diventate di scottante attualità a causa dei tentativi a cui stiamo assistendo d’imporre il silenzio sull’aggressione fascista e i successivi 40 anni d’oscurantismo, costituiscono il modo d’affermare oggi il diritto dei cittadini europei d’impossessarsi del passato e del futuro comuni.
(*) Membro di Horitzó Europa e di AltraItalia




















