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podran tallar totes les flors, però no podran aturar la primavera

flashmob a tappe per la riforma dei servizi consolari

E’ stato un 2 Giugno di rivendicazioni “a tappe” quello degli sconsolati di barcellona (www.sconsolati.org).
Chiamarli “sconsolati” fa pensare a soggetti tristi e dimessi, in realtá hanno dimostrato determinazione, entusiasmo e grande capacitá di organizzarsi.
Si fanno chiamare Atleti Italiani Resistenti all’Estero, brillante richiamo dell’anagrafe consolare A.I.R.E. in cui sono iscritti i cittadini che hanno lasciato l’Italia.

Il flashmob è stato strutturato in “tappe”, una delle quali era una corsa in bicicletta.
Per facilitare la lettura della lunga cronaca abbiamo anche noi pensato ad un persorso a tappe.

Tappe

1. La Rivendicazione
2. L’Osservatorio
3. Il Santo Sconsolato
4. La Corsa Sconsolata
5. Le Testimonianze (Foto/Video/Articoli)



Rivendicazione: telefoni a pagamento e servizi inefficienti

Ció che ha mosso l’azione di protesta è stata l’attivazione nel Febbraio scorso di un numero a pagamento 807 (1,51 euro/minuto) per ottenere informazioni su servizi e procedure consolari.

Il Consolato Generale d’Italia di Barcellona ha affidato la gestione del numero a TaskPhone, una societá privata esterna specializzata in sondaggi telefonici, telemarketing, recupero crediti e attenzione al cliente.
Un’iniziativa obiettivamente sconcertante per diversi punti di vista.

Il primo in assoluto è l’outsourcing di un servizio pubblico, ovvero l’informazione al cittadino, da parte di un organo di rappresentanza dello Stato Italiano.

Il secondo è il costo, 1,51 euro al minuto per chi chiama con un telefono mobile, rappresenta di fatto una tassa aggiunta deliberatamente dal Consolato e che grava pesantemente sui cittadini che esercitano il loro diritto ad ottenere informazioni sulle procedure consolari, procedure che per chi vive fuori dall’Italia sono inevitabili.

A questo si aggiunge che generalmente una telefonata di chiarimento non è inferiore ai 5 minuti (7,55 euro).
Manca solo una bella pubblicitá beffa dal claim: “Chiedere informazioni al Consolato non è costoso, basta solo rinunciare ad una serata al Cinema“.
Il costo del servizio è stato solo specificato ieri sulla pagina web del consolato, un’informazione che deve essere sempre specificata per servizi telefonici a pagamento.

Inoltre non è chiaro se e quali dati personali saranno trasferiti, per ovvie esigenze funzionali, dal Consolato alla societá TaskPhone che gestisce giá lo sportello telematico con i cittadini italiani.

Insomma la rivendicazione si è basata su un fatto oggettivamente gravissimo ancora in essere.

Ma c’è dell’altro.
C’è un sistema di servizi che chiede da anni di essere riformato in modo efficiente.
Una evidenza messa a nudo da un trend di crescita verticale degli italiani che si trasferiscono nelle regioni spagnole di competenza del Consolato Generale d’Italia a Barcellona (+750% di italiani negli ultimi 9 anni).
In contrapposizione la quasi totale assenza di servizi telematici che ormai sono lo standard delle pubbliche amministrazioni di tutta Europa (ivi comprese le ultime arrivate Romania, Polonia, Lituania, ecc..).

La rivendicazione degli Atleti Italiani Resistenti all’Estero, per brevitá “sconsolati”, si è basata su 2 richieste chiare ed esplicite:
- L’abolizione immediata del servizio telefonico a pagamento 807
- Un incontro con le autoritá consolari per una riforma dei servizi che risponda alle reali esigenze dei cittadini italiani.

Il comunicato è dispondibile online ( > scarica PDF < ) ed è stato letto durante la protesta (vedi sezione testimonianze).

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Un Osservatorio sui servizi consolari: www.sconsolati.org

L’iniziativa nasce con una pagina web, un punto di accumulazione delle testimonianze dei cittadini residenti in Catalogna con le istituzioni italiane.
www.sconsolati.org diventa così un Osservatorio permanente, su iniziativa degli stessi promotori, per il miglioramento dei servizi e delle attivitá della pubblica amministrazione italiana qui in Catalogna.
Un servizio doveroso creato dagli stessi cittadini. Un’innovativa forma di autorganizzazione democratica.

Diventa un qualcosa che è sempre mancato, un confronto diretto, sano e democratico con il cittadino.
L’idea ha riscosso l’adesione, oltre che della nostra associazione anche di altre comunitá di italiani, come quella che ruota intorno al piú popolare blog magazine collaborativo (www.spaghettibcn.com) scritto per gli italiani di barcellona, al blog/reportage www.espatriati.it e ad un Laboratorio d’Arte che negli ultimi 4 anni si è distinto come un apprezzato centro culturale made in italy a Barcellona, La Cova de les Cultures.

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San Sconsolato: un santo rivoluzionario

san sconsolato

San Sconsolato (Foto: guillemcarbonell.timeout.cat)

Uno degli aspetti creativi dell’iniziativa è sicuramente il portavoce: San Sconsolato
Un santo speciale, “trans-nazionale, trans-sessuale e trans-eunte” come lo ha definito qualcuno, che con immobile grazia si è vestito della voce dei molti italiani a barcellona che hanno riempito la prima pagina di www.sconsolati.org trasformata per l’occasione in un “Ufficio Lamentele Virtuale“.
Un utile strumento usato da decenni per il miglioramento della qualitá dei servizi e che tra le altre cose manca al Consolato.

Il Santo dopo aver assistito impassibile all’evoluzione della manifestazione, è entrato con serafica calma all’interno del Terminal Palacruzeros dove era allestita la cena, per lasciarsi cadere tra le rigide braccia delle autoritá consolari e lasciandosi scrutare il corpo pieno appunto di lamentele dei cittadini, fino a quel punto naufragate inesorabilmente nel vuoto.

San Sconsolato è divenuto così espressione di un pensiero rivoluzionario culturale, sociale, istituzionale e sessuale… concentrato in un corpo apparentemente privo di vita.
Ed è giá leggenda, da quando non si hanno piú notizie delle sue sorti.

C’è chi dice sia stato tradotto in un luogo segreto per essere analizzato dalla polizia portuale, chi invece sostiene che sia stato privatamente sottratto, altri addirittura sostengono di averlo visto in vari punti del Porto di Barcellona.

Di certo chi avrebbe dovuto vederlo non l’ho ha fatto: una sarta di Sants che a quel Santo ha donato una umanitá in stile Collodiano.

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La Corsa Sconsolata: un’impresa eroica

Altro lato creativo, tipico di un flashmob, è stata una vera e propria corsa ciclistica, con tanto di partenza, arrivo, pettorine per i corridori, servizio sanitario, radio corsa e gran premio della montagna.
Il via è stato dato a Plaça de la Carbonera (l’inizio de l’A.vda Paral·lel) verso alle 20:00 ed è subito stato agonismo.

Gli oltre 40 corridori, abili nell’evitare i treni di camiones di sbarco e di imbarco al porto, si sono così involati verso il Moll Adossat, la parte estrema, forse la piú lontana del Porto di Barcellona.
I piú maliziosi giustificavano questo “estremismo” per evitare una seconda manifestazione anti-consolato (la prima ha ancora qualche traccia qui: blog mpsbarcelona).
Ma dicevamo, la grinta e la voglia di vincere sono state subito protagoniste.

Cosí che un atleta di Cosenza, avanguardia antifascista di una Calabria fatta di cuore, ‘nduja e passione, ha da subito staccato il gruppo andando a vincere il Gran Premio della Montagna fissato nel punto piú alto del ponte che collega la terra ferma al molo di riferimento.
Da notare un triste incidente dopo appena pochi metri, vittima un’atleta Romana de Roma che ha visto aprirsi il suo zainetto sportivo con conseguente perdita di viveri e preziosi rifornimenti.
Proprio a causa di questo incidente, un atleta toscano che in molti davano per favorito, si è attardato sacrificando la gloria per un gesto di sana sportivitá e apprezzabile solidarietá.

Il cuore del gruppo era “ingrassato” da un imprevedibile geometra siciliano, devoto a Sant Angelo di Licata, ed un indomito ex sindacalista di Milano.

Ma è in testa che è successo l’imprevedibile.
Proprio quando la corsa sembrava giá scritta dall’incolmabile vantaggio creato dell’atleta cosentino, proprio lo stesso sorprende anche i commentatori di Radio Corsa quando sbaglia clamorosamente il persorso di gara percorrendo ben 1000 metri in direzione sbagliata ed arrivando davanti ad uno sbigottito poliziotto, custode di una dismessa e dimessa cabina di dogana.

A quel punto chi dominava la corsa esce fuori dal podio, arriverá 32mo dietro una stimata atleta venuta con il suo bambino (che giá respira sani ideali democratici).

Il comando viene preso da due emiliani, che si danno una dura battaglia nel nome dell’antica tradizione ciclistica che affonda le sue radici tra Piacenza e Modena.
Un finale emozionante, un testa a testa serrato, che ha visto trionfare il giovane modenese, 22 anni ed un cuore d’oro.
Come nella migliore tradizione italiana, il secondo classificato ha presentato ricorso alla direzione di gara che in quel momento era intenta a srotolare lo striscione di chiara produzione cinese da presentare al console ed i suoi illustri invitati: “1,50 euro/min. – VERGOGNA“.

Difficile dare una valutazione dell’intera iniziativa (che in tutto è durata meno di 2 ore), peró è stato facile leggere sul volto di Guillem Carbonell, il piú famoso dei blogger catalani, e del giornalista de El Público un sorriso che ha salutato un gesto rivendicativo portato avanti con decisione ed intelligenza creativa.
La stessa che anima questi cittadini italiani che non vogliono ritrovare qui a Barcellona una delle poche cose che si pensava di aver abbandonato con piacere: la mostruosa macchina burocratica italiana e l’assente attenzione per i cittadini.

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Articoli/Foto/Video di testimonianza

Osservatorio:
www.sconsolati.org

SpaghettiBCN.com:
Articolo
Foto SpaghettiBCN.com

Timeout Barcelona – Guillem Carbonell:
Articolo con Video e Foto
Video (interviste, lettura comunicato, lettura delle lamentele del sito sconsolati.org)

Espatriati.it:
Video

El Público – Versione Catalunya:
Articolo PDF pag.6

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