l’italia di berlusconi: “non solo pizza, anche fascismo”
fonte: www.giornalettismo.com
Gita fuori porta nella città catalana per lo scrittore e giornalista Marco Travaglio, invitato dalle associazioni Altraitalia e Ciudadanos Responsables Sin Fronteras.
“Marco, credi che il tuo ruolo di giornalista si stia col tempo modificando da semplice cronista a capo morale di un movimento politico che cambierà presto le cose?”.
Guarda, sorride e senza la minima esitazione risponde di no.
Eppure se trecento persone, quasi tutti italiani residenti, più altrettante trecento che non hanno trovato posto, si sono ritrovate in una sala conferenza al centro di Barcellona per ascoltare la conferenza del quale era relatore, beh, forse la realtà è leggermente diversa.
Perchè, ormai, per centinaia di migliaia di italiani e non solo, Marco Travaglio è più di un giornalista, di uno scrittore che racconta i mali del paese se a lui vengono dedicati gruppi affollatissimi sui social network, se le file da Parigi a Londra per ascoltarlo parlare sono sempre più lunghe, se il giornale che ha cofondato con altri “12 amici”, il Fatto Quotidiano, vende una media di 60.000 copie in edicola più 40.000 abbonati on line.
Insomma, Travaglio è un fenomeno positivo ed esplosivo, e basta frequentare la rete, Facebook, Twitter e Youtube e leggere i commenti di chi lo segue e si informa con le sue cronache per capire che c’è la sua parola conta, il suo punto di vista indirizza, il suo modo di dire le cose senza giri di parole stimola le persone verso l’informazione.
NON SOLO PIZZA, SPAGHETTI E MANDOLINO – Travaglio, insieme al direttore de Il Fatto Antonio Padellaro, presso la sala conferenze dell’Ordine degli Avvocati di Catalunya incontra gli italiani residenti all’estero e i giornalisti spagnoli, e tutti vogliono capire che aria tira in Italia.
Il direttore Padellaro va a rispondere ad una domanda in conferenza stampa e afferma che sebbene in Italia ancora esista una democrazia, denotata dal fatto che esistono ancora tutte le cariche adibite per il rispetto delle regole democratiche, ma che il rischio di una deriva dittatoriale c’è e non è da sottovalutare. Travaglio infine risponde ad un’altra domanda ricordando che noi italiani non siamo solo pizza, spaghetti e mandolino, ma siamo quelli che hanno inventato il Fascismo e che l’hanno esportato in tutto il mondo, e che quindi il timore che il berlusconismo venga preso ad esempio da altri Paesi è forte.
LA SITUAZIONE ITALIANA – Gli inviati dei quotidiani spagnoli che saranno in edicola domani (oggi, ndr) pongono domande sulla situazione italiana, si chiedono com’è possibile che Berlusconi sia ancora al potere o come mai nessuno ancora non si sia ribellato se davvero siamo così repressi. A queste domande, per noi italiani, le risposte sono semplici, naturali, quasi ovvie. Osservare la candida curiosità dei giornalisti spagnoli porre queste domande e scrivere ogni parola cercando di capire il senso di tutto l’insieme è uno spettacolo degno di nota.
ITALIANI RESIDENTI MA NON IMMOBILI – Le associazioni Altraitalia e Ciudadanos Responsables Sin Fronteras sono formate da italiani residenti a Barcellona che non hanno accettato il semplice ruolo di emigrati passivi che a volte rimpiangono e altre maledicono il paese che hanno lasciato, ma da persone attive che mediante l’organizzazione di dibattiti, incontri, conferenze come questa che ha visto ospite Marco Travaglio, cercano di sensibilizzare i compatrioti che non vivon più in Italia ma anche, e soprattutto, di spiegare a chi ci ospita che cosa sta accadendo di così anomalo nel nostro Paese. E se l’incontro con Travaglio era sold out da più di un mese, vuol daniele luttazzi1 Travaglio a Barcellona racconta lItalia di Berlusconi: Non solo pizza, anche fascismodire che il lavoro è stato organizzato davvero bene e che, soprattutto, chi vive all’estero ha molte più probabilità di farsi un’idea meno schierata e inquinata dal servilismo giornalistico che imperversa ormai nell’informazione, che sia carta stampata, radio o Tv.
LEGGE BAVAGLIO – Durante la conferenza il tema della legge cosiddetta “bavaglio” è stato toccato più volte e paradossalmente Travaglio si è augurato che passi quanto prima e così com’è, in maniera di far davvero comprendere agli italiani a che punto è arrivata la deriva, magari inducendo una risposta come quella, che poi è venuta a mancare, che avrebbe potuto far uscire l’Italia dalla Prima Repubblica nel 1993. In merito alla legge “bavaglio” il cofondatore de Il Fatto ha prima affermato che il giorno dopo l’approvazione della legge, il quotidiano diretto da Antonio Padellaro avrebbe iniziato una disobbedienza civile, pubblicando l’impubblicabile per poi portare le denuncie che sarebbero arrivate di fronte alle varie corti di giustizia europee, ma ha poi detto che sarebbe comunque difficile perseguire questa strada, in quanto le multe previste supererebbero di gran lunga il solo capitale sociale della società editrice del quotidiano, e che la disobbedienza civile andrà attuata con server situati all’estero e comunque con tutti i mezzi possibili che però non portino alla chiusura del quotidiano.
IL CASO LUTTAZZI – Per concludere con una nota di colore, Travaglio, raggiunto in una pausa della conferenza stampa, ha difeso l’operato di Daniele Luttazzi, minimizzando la portata dello scandalo in cui il comico è incappato: “Per come lo conosco io (Daniele) non ha certo bisogno di rubare battute ad altri. Basti guardare Raiperunanotte e il suo monologo sull’Italia per capire che le sue battute sono genuine. Ho addirittura sentito dire che sia arrivato a prendere il cinquanta per cento da altri. È davvero esagerato.” ha dichiarato. “Cioè i comici prendono un po’ da altri, ci sta. Lui l’ha sempre detto.” Alla rete l’ardua sentenza.
ANCORA MOLTO LAVORO DA FARE – Travaglio e Padellaro anallizzano la situazione italiana con estrema lucidità. Sono padroni della platea e scatenano più volte gli applausi dei trecento convenuti, senza mai alzare i toni, ma affrontando con una logica che affetta l’attuale situazione sociale e politica italiana che lascia soddisfatti gli italiani presenti ma allibiti gli spagnoli e catalani che erano convenuti per conoscere un po’ più di quell’Italia così discussa anche dalla stampa iberica. Forse dopo questa conferenza anche in Spagna avranno capito che noi italiani lottiamo ogni giorno per qualcosa che per loro potrà sembrare così scontato, e forse apprezzeranno di più le lotte per una libera informazione che l’italia onesta affronta ogni giorno.




















